Molestia e corteggiamento: differenze

Molestia e corteggiamento: differenze

Correva l’anno 2018 quando Catherine Deneuve, con un centinaio di donne francesi, firmava una lettera per contestare la caccia alle streghe innescata dal #MeToo. L’attrice incorreva nel solito errore: l’inversione del carnefice con la vittima. Anche se sono passati due anni, credo che questo argomento non sia mai troppo dibattuto, anzi, forse troppo poco. Già allora avevo provato a pensare a una risposta, questo è il risultato:

Gentili Madame Deneuve e simpatizzanti,

penso che la libertà di corteggiare nulla abbia a che fare con il diritto delle donne di essere rispettate. Nessuno si sognerebbe mai di indentificare come poco di buono un uomo che tenti di sedurre una collega senza essere corrisposto. Intelligenza vuole che il malcapitato sappia comprendere, nonostante l’insistenza, quando non è il caso di andare oltre. Tantomeno sembra opportuno accostare un tentativo di rimorchio ad una violenza sessuale. A dimostrazione del fatto che le femministe non sono nemiche degli uomini, anche loro corteggiano, seducono. Anche loro non vengono corrisposte. La maggior parte di loro non diventa violenta se rifiutata. Credo nessuna abbia mai palpeggiato un ragazzino sulla metropolitana. Perché se è questo il messaggio che vogliamo trasmettere alle giovani donne della nostra epoca, significa che dobbiamo rassegnarci a salire su un mezzo pubblico consapevoli che, se non riusciremo a raggiungere quel dannato posto a sedere, un uomo molto più vecchio si posizionerà dietro di noi per tastare la consistenza del nostro fondoschiena. Questo nella migliore delle ipotesi ovviamente. Altrimenti, se siamo fortunate, potremo sentire il suo membro variare di consistenza mentre si struscia contro il nostro corpo. Esperienza veramente esaltante, di cui sentirsi lusingate. Perché d’altronde rientra nel corteggiamento che gli uomini possono riservarci giusto? È un loro diritto rendere spiacevole il nostro viaggio verso casa, dopo una giornata di fatiche. Perché sostanzialmente la donna è stata creata per essere apprezzata dall’uomo, un gioco a suo esclusivo beneficio e consumo. Poco importa che ci faccia sentire un oggetto sporco e abusato, spesso sbagliato. Piacere prima di tutto. Essere accondiscendente di fronte alle pulsioni dell’uomo come diretta conseguenza. Insegniamo alle nostre figlie che se un giorno un collega farà loro una battuta pesante sulla loro scollatura non è perché stia loro mancando di rispetto, certo che no! Sta semplicemente facendo un apprezzamento, le sta corteggiando. Hai raggiunto il tuo obiettivo tesoro! Gli piaci, riesci a far venire fuori la bestia vittima delle proprie pulsioni sessuali che c’è in lui, ben fatto. E non ti preoccupare cara se, per ottenere quel posto di lavoro e mantenerlo nel tempo, dovrai sottometterti a favori sessuali a beneficio del tuo superiore. Un bel respiro e passa tutto in fretta. Alla fine ha scelto te no? Sei meglio delle altre, hai vinto. Cosa sarà mai un po’ di sesso con una persona che ti fa ribrezzo. In fondo ammettilo, ti piace pure.

Chiara Barison

2 risposte a “Molestia e corteggiamento: differenze”

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