Potrebbe essere una donna il nuovo presidente del Consiglio?

Autorevole e competente.
Emma Bonino, parlamentare di “Più Europa” ed ex Ministra degli Affari Esteri, pensa siano queste le caratteristiche di un premier.
E se queste le avesse una donna, sarebbe davvero così utopico?

In questi giorni di consultazioni si continuano a sentire nomi su nomi, nel bene e nel male. Ma non emerge mai una proposta femminile per la posizione centrale di Governo. Solo Emma Bonino ha sollevato la questione. È così impensabile che in Italia venga scelto un capo di Governo che non sia un uomo?

Un primo ministro dovrebbe essere autorevole e competente perché sta guidando una nazione, non sta giocando una partita a poker in una serata tra amici (mi permetto di aggiungere che chiunque entri in politica dovrebbe esserlo, ma in effetti così entriamo in un’utopia che rasenta la distopia). Ma in Italia preferiamo metter davanti il genere alla capacità
politica e governativa della persona. Non riconosciamo le donne come leader e in parte è anche responsabilità di noi donne.

Come al solito è tutto causa e conseguenza di una politica fatta da e per gli uomini. Basti pensare alla scena ridicola di Matteo Renzi in conferenza stampa che parla al posto delle Ministre dimissionarie del suo partito politico (le “ministre della discordia,” Bonetti e Bellanova). Hanno avuto entrambe degli spazi per esprimersi e credo siano emerse come personaggi competenti, ma sono state letteralmente fagocitate dall’egocentrismo di Renzi.

Oggi il personaggio politico femminile più di spicco nel Parlamento italiano è Giorgia Meloni, nota più per le sue affermazioni social alla “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, etc.” e alle sue visioni conservatrici che effettivamente fanno poco paura al patriarcato (basti pensare che i suoi commenti sulla questione dell’aborto in Polonia sono quasi identici a quelli di Matteo Salvini).

In ogni caso, siamo sempre delle “Cenerentole”, cerchiamo, sì, di prenderci delle piccole quote di potere, ma quando si tratta di occupare la poltrona più importante non abbiamo neanche una candidata da proporre.
Nel 2018 un avvocato pugliese semisconosciuto con studio a Roma è stato scelto come “Presidente di garanzia”, tale Giuseppe Conte. Si è poi trovato a gestire una prima crisi nel 2019 (con Salvini direttamente da Riccione, e temo faccia già ridere così) e una seconda nel 2021 (Renzi, in piena emergenza pandemica, pur sollevando delle questioni rilevanti ha avuto indubbiamente un pessimo tempismo).
Non ho fatto nomi a caso, ho intenzionalmente scelto di sottolineare come, ancora una volta, a reggere le fila della politica italiana che conta siano gli uomini. E vi cito un paio di eventi recenti per parlare di
questi personaggi.
Matteo Salvini è il politico che preferisce evitare i prestiti del Recovery per usare solo finanziamenti di mercato a fondo perduto, geniale strategia che consentirebbe di pagare ben 25 miliardi in più nei prossimi 10 anni, visto che notoriamente navighiamo in buone acque (il professor Cottarelli gli ha anche gentilmente offerto una lezione di economia in televisione per insegnargli a fare i calcoli).
Matteo Renzi è invece quello che dopo aver aperto una crisi politica, ha preso un jet privato per andare ad intascare il denaro del “grande principe Mohammad bin Salman”, augurandosi un “nuovo rinascimento”
in Arabia Saudita (peccato che quando era al governo a noi italiani offriva in busta paga solo 80 euro di bonus, illuminato…).
Sono questi personaggi autorevoli e competenti? A voi l’ardua sentenza. Ma come italiani possiamo fare sicuramente di meglio.

E come italiane dovremmo fare di più per abbattere il famoso “glass ceiling“, il famoso “soffitto di cristallo”, e contribuire attivamente, di più e ancora meglio, al nostro paese. In fondo, non è un momento storico decisamente propizio per provarci?
Alla Casa Bianca, Kamala Harris ha dimostrato che si può fare.
In Estonia, Kersti Kaljulaid e Kaja Kallas ricoprono le cariche più alte dello Stato, rispettivamente Capo di Stato e Capo di Governo.
In Nuova Zelanda, Jacinda Ardern è stata internazionalmente riconosciuta come una delle migliori leader nella gestione della pandemia da coronavirus.

Quando toccherà a noi?

Eleonora Scialo

Aggiornamento: nella giornata di ieri, durante le Consultazioni, sembra sia stato fatto il nome della costituzionalista Marta Cartabia per il ruolo chiave di Palazzo Chigi.

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